Nasce come grafica a Roma negli anni ’90, gli anni d’oro della pubblicità, quando ancora si usava la fotocomposizione dei testi e le fotografie venivano prima sviluppate e poi scannerizzate… Quando i ritmi erano frenetici nello studio delle campagne ADV ma, inesorabilmente lenti, nella realizzazione delle stesse. Quando si finiva, per le correzioni dell’ultimo minuto, alle sei di mattina a stampare le “cipolline” nello studio avvolto da una nuvola di fumo di sigaretta. Elena nasce così fra la tradizione cartacea e l’incalzare del futuro legato al digitale con l’acquisto a rate del primo Macintosh LC che la fecero appassionare per sempre al mondo MAC, che continua a seguire anche oggi con gli ultimi modelli utilizzati nella società Eliosss da lei costituita. A oggi, diventata giornalista (iscritta all’albo) nel settore nautico ed enogastronomico, conduce, per passione, la rubrica “CAMBUSA” sulla rivista Nautica ed è Direttore Commerciale dell’intero gruppo Nautica-Superyacht.
Diplomatasi al liceo scientifico Avogadro di Roma, affronta i lavori più svariati (insegnante di tennis, di vela, studio di fisioterapia…) per permettersi l’allora ambitissimo e molto costoso, corso quadriennale AIED per ottenere il diploma di grafica pubblicitaria e marketing (andando contro il desiderio dei genitori che la volevano laureata in architettura). Lo ottiene con il massimo dei voti (110 e lode)
Maggio 1993 – novembre 2008 – Ricciardi&Associati: grafica pubblicitaria e poi Art Director
Dal 2006 – attuale – Creazione e gestione società Eliosss nel settore comunicazini e marketing
Dicembre 2008 – marzo 2017 – Nautica Editrice: Art director Nautica International e poi Web Project & Design Nautica – Superyacht – Pagine Azzurre
Marzo 2017 – Nautica Editrice: Direttore Marketing per il web Nautica – Superyacht – Pagine Azzurre
Marzo 2025 – Nautica Editrice: Direttore Commerciale e Responsabile per la Comunicazione per Nautica e Superyacht.
The more I pondered over this harpooneer, the more I abominated the thought of sleeping with him. It was fair to presume that being a harpooneer, his linen or woollen, as the case might be, would not be of the tidiest.